lunedì 14 marzo 2016

La formula del successo (S=E*C)



La vita è un viaggio. come diceva Einstein la logica ti porta da A fino a B, parti da un punto per arrivare ad un altro.
Ma, il nostro punto di arrivo dov'é?
Ci siamo mai fermati un'attimo a pensare dove vorremmo arrivare?
Potrebbe venirci in aiuto lo psicosciamano Cristobal Jodorowsky con la sua formula per raggiungere il successo (nella vita privata come in quella professionale o imprenditoriale): il Successo è uguale all'esperienza per la conoscenza: S=E*C 
Sono d'accordo, ma manca qualcosa: l'entusiasmo.

Faccio mie (mi ci ritrovo alla perfezione) alcune riflessioni di Dario Vignali esposte su "come creare uno start up di successo" per sottolineare ancora una volta l'importanza dell'entusiasmo e del sorriso.



Per me essere imprenditore vuol dire LIBERTA'. La sensazione bellissima di poter lavorare alle proprie idee (e non solo per quelle di altri), di poter osare, di lavorare con persone che ho scelto io perchè a me totalmente affini (ovvero collaboratori che dicono ciò che fanno e che fanno ciò che dicono!).

E da questo discende un'altra raccomandazione importante per poter aver successo negli affari come nella vita: circondarsi di persone sì competenti ma soprattutto divertenti. Facciamo business con persone felici e saremo felici a nostra volta.

E' importante sempre trovare persone migliori di  noi e cercare in tutti i modi di avere vicino. Sono, infatti, quelli che ci stanno accanto coloro che più ci influenzano.

Scegliamole bene e scegliamole diverse.

Ricordiamoci:

- se frequento persone autodistruttive, mi distruggerò
- se frequento persone al mio stesso livello, rimarrò sempre uguale
- se frequento persone migliori di me, diventerò una persona migliore

Non esiste apprendimento più veloce dell'imparare dai migliori!









mercoledì 21 ottobre 2015

Risultati sconvolgenti dall'indagine del MISE sulle imprese "eccellenti"




Per la lettura integrale del rapporto, rimando al link seguente:
Indagine sulle “PMI eccellenti”: sintesi dei principali risultati

consiglio anche l'analisi svolta dall' avv. Emiliano Vitelli, disponibile qui:
http://www.pmi.it/impresa/business-e-project-management/approfondimenti/104291/pmi-innovative-eccellenti-ce.html?utm_source=tagnewsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter+innovazione-2%2cstart-up-innovativa:+pmi.it&utm_content=2015-10-21+pmi-innovative-eccellenti-ce

Io mi soffermo su alcuni dati  (a mio modesto parere, sconvolgenti, per il campione trattato):

a) solo lo 0,2% degli imprenditori innovativi eccellenti, ammette di conoscere i MINI BOND

b) medesima percentuale (0,2%) di coloro che conoscono e quindi utilizzano, strumenti di finanza innovativa per finanziare la propria azienda

c) ben il 75% del campione di mille imprese innovative eccellenti non utilizza alcuna fonte pubblica per finanziare i propri investimenti

d) il 100% delle imprese campionate ha un proprio sito web, ma solo il 14,6%  ha un sito di e-commerce per vendere on line

e) le due agevolazioni (contratto di rete e smobilizzo crediti vs PA) che hanno il maggior impatto sulla crescita del fatturato, hanno invece influenza pari a zero sui livelli occupazionali.

f) solamente l’11,3% delle PMI eccellenti dichiara di avere fatto ricorso ad agevolazioni pubbliche
   per finanziare le proprie attività di innovazione

g) l'incidenza degli "incubatori" tra i soggetti cooperanti nelle attività di innovazione, è pari a ZERO!


lunedì 12 ottobre 2015

Raccolta di finanziamenti per le piccole e medie imprese europee

Una guida pratica al reperimento di finanziamenti tramite prestiti, obbligazioni e capitale

https://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/key/wec8SrJhep3ND2 

giovedì 7 maggio 2015

L'Italia vista dalla UE: radiografia di un Paese in forte declino

Ecco, in sintesi, la diagnosi fatta dalla commissione UE a marzo del 2015, sul nostro Paese:

1) L'IT è ai primi posti nella UE per evasione IVA 
2) L'onere fiscale sul lavoro e sul capitale in Italia è molto elevato rispetto ad altri Stati membri.
3) La popolazione adulta italiana ha il più basso livello di capacità di scrittura, lettura e calcolo dei paesi dell'UE
4) L'IT è il paese UE più a rischio per l'accumulazione di capitale umano a causa dei NEET.
5) Oltre il 98% dei contratti viene assegnato dalle partecipate locali senza ricorrere a gare aperte. Zero trasparenza. Zero concorrenza. Maxi corruzione
6) Nel periodo 2005-2013 in IT, boom delle prescrizioni di reati nei Tribunali d'Appello.
7) Il sistema bancario francese è il più esposto (tra i vari paesi UE) verso l'Italia
8) Boom nel 2014, delle vendite di attività deteriorate da parte delle banche italiane
9) L'escalation del deterioramento del credito concesso alle imprese dovrebbe essere il grande mea culpa del sistema bancario.
10) Impressionante il crollo di fatturato e MOL delle PMI italiane tra il 2007 ed il 2013.
11) In Italia negli ultimi 7 anni si è registrato un vero e proprio boom delle procedure fallimentari.
12) Le imprese italiane sono più dipendenti dai prestiti bancari delle loro omologhe europee, a causa del loro "nanismo"
13) L' IT presenta una quota di lavoratori sottoqualificati per il lavoro svolto che è la più alta tra tutti paesi OCSE
14) La riduzione debito pubblico/PIL può avvenire agendo su tre fronti:1) crescita del PIL 2) calo dei tassi di % sul debito 3) l'aumento dell'avanzo primario. Ma senza il numero 1), tutto è inutile.





















sabato 2 maggio 2015

Bolla MINIBOND?


Si stanno creando ottime premesse per assistere ad una enorme bolla finanziaria sui minibond, pronta ad esplodere. La mancanza delle figure dei liquidity providers (neanche previsti in fase legislativa) sul mercato secondario, l'assenza dell'obbligatorietà di pubblicizzazione dei business plan in caso di quotazione così come il possesso di un rating obbligatorio emesso da società indipendenti, ci porta ad un mercato opaco, very shadow, con pochissimi (quasi nulli) scambi e con premi sul rischio inaccettabili per imprese sane e serie che vogliono crescere e consolidarsi sui mercati mondiali. Allora, chi rimane disposto a pagare 400-500 bp oltre il corretto prezzamento dell'obbligazione?





giovedì 5 marzo 2015

Guadagnare licenziando con il Jobs Act

Il Presidente Mattarella ha firmato i primi due decreti legislativi del Jobs Act che dovrebbero essere pubblicati oggi in GU ed entrare in vigore venerdì 6 marzo.

Se, come dicono in tanti, la scelta di assumere o licenziare dipende innanzitutto dal mercato e dalle commesse e che nessuno aumenta l'organico perché c'è una nuova legge, è pur vero che qualche imprenditore potrebbe avere la tentazione di effettuare quello che in gergo si chiama il "ricambio del sangue", sostituendo i lavoratori con contratti più onerosi con i nuovi contratti a tutele crescenti. Parliamo della possibilità di avere contributi Inps azzerati per 3 anni ed un taglio del costo del lavoro che può arrivare a superare il 50% in caso di cumulo del bonus previsto dalla legge di Stabilità 2015 con altri incentivi per l'assunzione.

Partiamo con una simulazione.
Azienda con < 15 dipendenti ed un lavoratore assunto oggi e licenziato fra 1 anno:
- Reddito annuo (imponibile fiscale) = euro 25.000
- Reddito mensile = euro 1.923
- Sgravi contributivi annui = euro 7.875
- Benefici taglio IRAP = euro 1.278
 Totale benefici azienda = euro 9.153

- Indennizzo licenziamento (2 mensilità) = euro 3.846
- Ticket licenziamento (Fornero) = euro 490
  Totale aggrazi azienda = euro 4.336
  Beneficio netto azienda = euro 4.817




  
Altre simulazioni dettagliate le trovate a questo link:
http://www.slideshare.net/bancadvice1/simulazioni-jobs-act

NOTA del 7.3.2015

Le nuove regole sui licenziamenti si applicheranno, infine, anche nei casi in cui una piccola impresa supererà i 15 dipendenti nell'unità produttiva (o i 60 su scala nazionale) a seguito di nuove assunzioni. In questo caso, entreranno nell'area del contratto a tutele crescenti non solo i nuovi assunti , ma anche il personale già in forza a tempo indeterminato. Non si applicheranno però gli incentivi contributivi, trattandosi di rapporti che sono già stabili.